REVIEWS

BLACK OBSESSION - PROMO 2003
1 - UNREAL




SITO UFFICIALE
 

2 - TIME LOST
3 - UNREAL (LIVE)
4 - TIME LOST (LIVE)
5 - ROSWELL 47 (COVER HYPOCRISY)
6 - IS IT THE HEAVEN?


I Black Obession sono una ottima band death metal proveniente da Edolo (BS), con all’ attivo numerose esibizioni live.
Il promo che mi accingo a recensire non è ovviamente una nuova uscita, ma dopo il loro concerto di Piateda (SO) tenutosi il 19/08/2004, mi è sembrato giusto farli conoscere sommariamente anche a chi non li ha mai sentiti nominare.
Il promo in questione è stato registrato, per quanto riguarda le tracce 1,2 e 6, ai Sound City Studio di Berbenno (SO), mentre le rimanenti tre tracce sono state registrate durante un loro concerto del 2002 a Cogno (BS).
Bastano comunque per capire immediatamente la qualità del death metal proposto dai quattro bresciani, autentici fans di Chuck Schuldiner (e come non esserlo) così come appare evidente dalle strutture tecniche delle songs.
Tralasciando le versioni live di Unreal e Time Lost (ottime per rendere l’ idea dei loro concerti, ma assolutamente trascurabili anche a causa della non eccelsa registrazione), la prima cosa che si nota è l’ ottima cooperazione tra i due chitarristi Giulio Minelli (anche cantante) e Omar Cavallina, che danno vita a grandiosi intrecci perfettamente arrangiati, ma anche l’ importante lavoro del bassista Massimo Minelli, non vistoso ma fondamentale per creare un’ adeguata sezione ritmica.
La registrazione non rende propriamente merito alla loro stoffa perché risulta sin troppo pulita e piatta (soprattutto per le parti di chitarra stoppata e della batteria, ma d’altronde è pur sempre un promo) e manca di quella aggressività necessaria per una qualsiasi band estrema; rende invece molto bene la voce distorta e “marcia” di Giulio (in questo caso è più simile a quella di Jens Rydèn dei Naglfar piuttosto che a quella di Schuldiner).
Le capacità tecniche della band sono evidenti ed utilizzate nella giusta maniera, senza lasciarsi andare a troppi virtuosismi ma puntando dritto al sodo (aumenterei probabilmente i momenti più ritmici e diretti), consentendo loro di realizzare parti melodiche estremamente avvincenti e ben curate, ma anche di creare un muro sonoro devastante quando c’è l’ esigenza di spaccare.
Mentre Unreal e Time Lost proseguono più o meno sulla stessa riga, Is It The Heaven appare leggermente diversa con un inizio cadenzato e numerosi riffs alla Carcass (anche lo stile del cantato è più portato verso quello di Jeff Walker), tanto che non sembra nemmeno una loro songs ma una cover.
Se dovessero venire a suonare vicino alle vostre parti, fate un salto a vederli perché meritano attenzione, e dal vivo sono ancora meglio che da studio (mi piacerebbe un giorno sentirli con una produzione professionale, penso che sarebbero devastanti!).
Immaginandomeli con una bella produzione, il voto riportato qui sotto è più che meritato.

VOTO 7/10    

RECENSIONE A CURA DI NICOLA

 

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